navigation : Home / network news / Blog article: Prestazioni tecnologiche e sociali

| RSS

Prestazioni tecnologiche e sociali

April 14th, 2009 | 2 Comments | Posted in network news by Luigi Bertuzzi

In questo contributo di Marco alla percezione e alla segnalazione di un (tragico) problema (territoriale) si può cercare il senso pratico di due suoi post precedenti, su temi come

  1. la condivisione
  2. l’azione

intesi come COMPORTAMENTI SOCIALI, relativi all’uso del Web, NON ANCORA CONCRETAMENTE VISIBILI / PRATICATI.

L’uso del Web per raccontare, in diretta, l’arrivo del terremoto in Abruzzo, dovrebbe far risaltare il bisogno e l’assenza di relazioni sociali interoperabili. L’assenza di questo tipo di relazioni, a dispetto del ruolo abilitante del Web, si potrebbero misurare con la stessa unità di misura che rende conto della velocità di un computer: il FLOP.

Socialmente, il FLOP ha il significato del termine; ogni secondo esistono sul Web Situazioni, potenzialmente capaci di avviare un approccio operativo condiviso alla loro gestione, che non generano un’azione collettiva; ogni iscritto (Subscriber) a una rete sociale che, ogni Secondo, ignora un’opportunità di assumere un comportamento partecipativo, incrementa un contatore di fallimenti che si potrebbe chamare FLOP3S (Failure to Leverage an Operational Platform Situation per Subscriber per Second), come dire .. “incapacità crescente di cogliere l’opportunità di coinvolgersi in situazioni che motivano la necessità di una piattaforma operativa, in ogni attimo, per ogni iscritto a una rete sociale”.

Tecnologicamente il FLOP indica invece la capacità (e il successo) di un computer, quando esegue calcoli con numeri in virgola mobile (Floating Point Operation); la potenza di calcolo dei computer, espressa in FLOP al Secondo, continua ad aumentare; dai MegaFLOPS di 40 anni or sono stiamo procedendo verso un quasi incredibile futuro di … Fanta(?)FLOPS.

Se questo tipo di considerazioni suona poco convincente, se non riesce ad essere motivante (if it does not make you feel actioned), consiglio di tentare una ricerca di senso pratico partendo da un contributo di Stefano, che pone (estremizzandolo) il problema del nostro progresso, vissuto lasciandosi alle spalle solo rovine o fallimenti.

Leave a Reply 397 views, 2 so far today |

Related Articles

Follow Discussion

2 Responses to “Prestazioni tecnologiche e sociali”

  1. Stefano Bellanda Says:

    Con gli amici stiamo discutendo, in forma veramente interrogativa, su come “fare” qualcosa per l’Abruzzo. E’ una domanda che più altro chiarifica il nostro starci vicini, anche a distanze che la deficienza energetica rende sempre meno colmabili fisicamente.
    Se penso al caso italiano, mi viene sempre in mente il double bind http://it.wikipedia.org/wiki/Doppio_legame qualcosa che l’operatività nel e del web non può arginare, perché al fondo c’è veramente bisogno del gesto politico e di molte teste pensanti in grado di affrontare la propria posizione come l’esatta necessità dell’altro e del legame (non doppio) con l’altro. Quando l’altro è solo vittima o oppressore, abbiamo perso.
    Ancora una volta mi convinco che in Italia non vi sia un problema di informazione ma di lavorio, subdolo, terribilmente ipocrita, fondato su una difesa di interessi privati ovviamente spread as collective, per la distruzione del riconoscimento reciproco, dei legami sociali che sono sempre e solo legami con l’altro da sé. Insomma, per dirla con le mie tipiche parole, di soggetti parlati e sempre meno parlanti.
    Quello che stiamo facendo parte dalla presa in carico del discorso prima che delle strutture. Non possiamo vincere sul campo dell’avversario, la natura stessa gli sembra amica.
    Ciò detto non si tratta di aspettare angeli, messia o gesucristi (qualcuno ha scritto dell’attuale capo della protezione civile come dell’uomo della provvidenza…). Per me si tratta già anche solo di discutere, possibilmente anche economicamente, tra i legami che già opero. Dice un bell’apologo di tradizione siriaca: i tartari stanno sopraggiungendo, si sa che distruggono senza scampo, tutti i monaci sono riuniti e chiedono all’abate “che fare?”. L’abate rimane in silenzio, poi risponde citando San Paolo: “ognuno rimanga nella posizione in cui si trovava nel momento in cui è stato chiamato”. Cioè? La fuga nell’azione può essere anche una fuga composta dal disastro, se possibile; portandosi dietro i propri. Anche questo è rimanere nella propria posizione, se consapevole.

  2. Luigi Bertuzzi Says:

    Stefano,
    ci ho dovuto riflettere parecchio sul significato del doppio legame.
    Lo interpreto come mancanza di reciprocità comunicativa.
    Credo che nei prossimi giorni, se da oggi al 26 Aprile trovo qualche connessione internet mentre sono in viaggio, riattiverò il mio blog sperimentale.
    Questo sito non mi sembra idoneo a sottolineare e ad affrontare quel tipo di problema.

FramontFramontAgner - San LucanoAgnerPale di San LucanoPale di San LucanoPasso DuranSan SebastianoFramont MoiazzaInviata da Duilio 3
*